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"Hagackure": un connubio tra codici hacker e arte. A parlarcene, in un intervista, è Giuseppe Pisasale che ci presenta in anteprima il video "The First Fall"

Di Redazione del 25/06/2009 alle 16:31:22, in Eventi e manifestazioni, visualizzato 671 volte.

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Hagackure

Hagackure è un progetto artistico, ideato e prodotto da Giuseppe Pisasale, unico nel suo genere, che ha la peculiarità di aver introdotto, in maniera del tutto inaspettata nel mondo dell'arte, un nuovo linguaggio comunicativo, che è il risultato del preciso ed elaborato intreccio di codici sorgenti hacker (funzionanti e ai limiti della legalità) e tratti grafici a forte impatto subliminale.
Un connubio quindi di intelligenza e istinto completamente dedicato allo studio dei dolori e delle frustrazioni della solitudine, un linguaggio graditamente espressivo che racchiude una serie di provocazioni informatiche, artistiche, psicologiche che quasi mai passano inosservate.

Il progetto, Hagackure, in nemmeno un anno di vita, è stato incredibilmente apprezzato nel campo dell'arte moderna, soprattutto all'estero (il sito risulta visitato da oltre 30 nazioni estere), e come confermato dalle varie mostre (Roma, New York, Mosca, Sofia, Parigi, Praga,ecc).

Oltre a blog internazionali e riviste specializzate, il progetto è stato trattato anche da numerosi blog italiani, sia naturalmente blog di cultura e spettacolo, che blog di psicologia e anche Hi-tech, insolite ma pregiate vetrine per un progetto artistico; oltre ai blog naturalmente diverse riviste specializzate e quotidiani. 

Il nome Hagackure è l'incontro tra "hagakure" che è l'essenza del samurai puro e l'anagramma di  "hacker", entrambi esternalizzazioni di due mondi completamente agli antipodi che però lottano contro le stesse frustrazioni mentali.

Il connubio degli opposti è proprio il filo conduttore artistico sperimentale della mia ossessiva ricerca espressiva.

La prima collezione di dipinti ad olio, si chiama "solitude 08", studia e dimostra la più intima solitudine  attraverso l'evoluta rabbia e gli umani istinti degli hacker , ed è il segno evidente che il progetto ha alla base una precisa, innovativa e provocatoria ricerca interiore e una forte componente psicologica (tanto da scomodare e trasformare psicologi in critici).

La prima collezione di opere di videoart si chiama “Calvarium”, e “The first Fall” è il primo video.

Noi di Istantarte abbiamo avuto il piacere di intervistare Giuseppe Pisasale, ideatore del progetto, al quale abbiamo rivolto alcune domande per farci spiegare come è nato e come si sta sviluppando "Hagackure".

Qual è la sua formazione artistico-culturale e come è approdato a questo tipo di progetto?

"Per quanto riguarda la mia formazione artistica è praticamente nulla, almeno secondo i canoni standard, quindi niente accademia, niente tele o esperienze con i pennelli, niente corsi di fotografia, niente, di niente.

Io sono un programmatore, l’arte in cui mi sono sempre espresso è la programmazione, le mie opere sono i codici sorgenti, una forma di espressione troppo astratta, un linguaggio comunicativo stupido ed incapace di esprimere emozioni per molti, incomprensibili a quasi tutti, ma mi è bastato amalgamarlo con altre tecniche visive più “comuni” come la pittura, la fotografia o la videoarte per farlo apprezzare da mezzo mondo.

Io sono l’ideatore del progetto, è mia l’idea, è mia la filosofia, è mia la sperimentazione artistica, è mia la metodologia di ricerca, sono miei gli schizzi e le sceneggiature, ma mi avvalgo di un gruppo di collaboratori con i quali realizziamo insieme le opere, primo fra tutti un pittore emergente siciliano A. Latina. Che in genere mi accompagna sempre in qualsiasi attività o progetto di Hagackure.

Io sono un programmatore, da ragazzino usavo molto il pc, è mi ha fatto tanta compagnia nei momenti tristi adolescenziali, nel prendermi attraverso la rete delle rivincite ai piccoli problemi della vita. Infatti è allora che è nato secondo me il progetto Hagackure, proprio nella voglia di evadere di quei momenti, proprio dalla voglia di chiedere aiuto attraverso quella che per me era la forma di espressione massima ma che per gli altri erano solo parole scritte in un computer.

Da allora ho sempre avuto questa voglia di valorizzare quei momenti e quei codici, perché fosserò il simbolo e la condivisione dei miei stati d’animo, perché servissero a comunicare, anche ad altri con la stessa esigenza di esternalizzazione che può avere un pittore, o un cantante, ecc…, anche se mi sentivo troppo lontano dal mondo.

Nel frattempo, crescendo, ho iniziato a vivere e subire filosofie orientali, grazie al mio maestro di aikido, F. Mazzarella lo menziono sempre perché anche grazie a lui che Hagackure esiste.

Le arti marziali e la conoscenza di un mondo e una cultura tanto diversa dalla nostra così come la cultura hacker-informatica hanno creato in me un mix-filosofico e umano dal quale appunto è nato il cuore della ricerca sperimentale di Hagackure (che per l’appunto è l’unione anagrammata di hagakure, il guerriero giapponese, e hacker: due esternalizzazioni completamente diverse che però lottano contro le stesse frustrazioni mentali)."

In cosa consiste il progetto "Hagackure"?

"Il progetto Hagackure è un progetto artistico da me ideato che si prefigge di comunicare ed esprimere paure, sensazioni e frustrazioni umane attraverso l'arte, in principal modo la pittura, e utilizzando nuovi linguaggi-comunicativi frutto di provocazioni inedite e meditate, la stimolazione nell'incoscio umano piuttosto che la ragione, basandosi su una ricerca di oggettività concettuale che è il risultato, il punto di incontro, di studi e sperimentazioni  che partono da punti di vista culturali e umani totalmente diversificati.
Questa ricerca da input diversificati ha lo scopo appunto di garantire una certa omogeneità di espressione e di ottimizzare la trasmissione naturale dei significati."

Per quale motivo il 26 giugno è una data importante per il progetto?

"Il giorno 26 per Hagackure è come un compleanno, esattamente da quando un blog nel 2008, per la prima volta ha scritto del nostro progetto.

In realtà un progetto molto particolare e complesso come quello di Hagackure, per mia immensa fortuna, mai passa inosservato.

Ma ad ogni modo è sempre un progetto emergente, ed è difficile farsi notare quando no si ha un nome risonante, ed è giusto che sia così, ma grazie all’attenzione, alla disponibilità all’apertura mentale di alcuni blogger che hanno dato fiducia a me e gli altri collaboratori del mio progetto, siamo riusciti in pochissimo tempo ad essere conosciuti da molti.

Appunto per questo vorrei che il 26 fossero i blog italiani a parlare di Hagackure , affinché possa essere di esempio a tutti i giovani che hanno voglia di esprimersi e che si arrendono senza lottare fino in fondo, voglio che sia l’esempio di come vie alternative come il grandissimo numero di blog italiani, diversi dalle imponenti riviste e dai famosi critici d’arte, possono, e lo fanno, contribuire attivamente alla valorizzazione artistica e culturale del nostro paese, e lo fanno gratis e in maniera professionale.

Vorrei quindi che Hacakure fosse il simbolo del coraggio per i giovani artisti e sia anche l’emblema del ringraziamento a tutti i blogger e i giornalisti che danno ogni giorno con il loro impegno una possibilità a noi giovani artisti. Grazie a tutti davvero."

Quali sono gli sviluppi futuri del progetto?

"Gli sviluppi futuri del progetto sono davvero tanti, anche se comunque a me piace sempre restare con i piedi per terra e soprattutto non farmi contaminare dal facile business che attorno al progetto potrebbe girare.

Ho richieste di collaborazione da un gran numero di artisti, e ne sto già valutando e portando avanti già alcune, d'altronde Hagackure per me è una sperimentazione artistico-comunicativa, è una ricerca continua di espressione, è la voglia di far rivivere (più che rappresentare) le sensazioni umanamente interne ad ognuno.

Hagackure ha in se naturalmente una sua “linea pilota” di ricerca interna che parte sempre da situazioni e rappresentazioni opposte e ne cerca poi il punto comune proprio per cercare di assicurare una oggettività di espressione indipendentemente dall’arte con cui si esternalizza. Ogni opera cerca sempre attraverso l’utilizzo di tecniche di aiutare a stimolare l’inconscio disturbando la parte razionale, questo attraverso ad esempio tratti subliminali nelle opere ad olio, o tecniche più moderne nelle opere di videoarte che partano da basilari tecniche di distacco visivo fino a tecniche di registrazione audio vicine ai suoni binaurali (per intenderci quelli delle droghe mp3!)

Per i progetti quasi in dirittura di arrivo, l’ultimazione di alcune opere della collezione di quadri “solitude 08” e alcuni video della collezione “Calvarium”."

Qual è il coinvolgimento delle città estere nel progetto?

"Il progetto Hagackure, ha attratto maggiormente la critica estera, le statistiche del sito confermano che è visitato da oltre 30 nazioni estere, è abbiamo esposto quadri o opere di videoarte nelle principali capitali artistiche, New York, Mosca, Parigi, Sofia, Praga (in Estate stiamo confermando una collettiva a Berlino).

Ho sempre pensato che questo progetto fosse più propenso ad essere accettato per le culture estere, dove l’arte è meno classica e si da più spazio alla sperimentazione artistica psicologica, e dove soprattutto tematiche proibite come i codici hacker sono più sentiti e conosciuti.

La colpa forse è un po’ la mia, nell’avere già scritto il sito web in inglese, e producendo materiale espositivo o dichiarazioni ed interviste esclusivamente in lingua inglese.

Ad ogni modo anche in Italia stiamo riuscendo a ritagliarci un po’ di spazio grazie ad una lunga lista di art promoter che stanno apprezzando il nostro progetto, ma soprattutto grazie al lavoro di giornalisti, e meglio ancora di molti blogger, che con il loro lavoro costante, appassionato e serio stanno attenzionando e valorizzando un importante scorcio di cultura italiana."

Potrebbe illustrare nello specifico la collezione "solitude 08"?

"La collezione “solitude 08” è la nostra prima collezione di quadri ad olio, una serie di quadri realizzati con lo stile unico di Hagackure, un nuovo linguaggio comunicativo, che è il risultato del preciso ed elaborato intreccio di codici sorgenti hacker (funzionanti e ai limiti della legalità) e tratti grafici a forte impatto subliminale.
Un connubio quindi di intelligenza e istinto completamente dedicato allo studio dei dolori e delle frustrazioni della solitudine, un linguaggio gradatamente espressivo che racchiude una serie di provocazioni informatiche, artistiche, psicologiche.

Ogni opera rappresenta un particolare o forte stato emotivo, una paura, o comunque un sensazione di disagio che si prova nella solitudine: dalla voglia di evadere, dall’indifferenza degli altri, dal desiderio di “alter ego”, l’impossibilità comunicativa ecc.

Proprio il modo in cui sono trattate e rappresentate queste tematiche il progetto è stato anche attenzionato da molti psicologhi, oltre che da riviste e blog di hi-tech e informatica per l’utilizzo di codici hacker, che hanno attratto non solo perché quasi illegali, poi perché nessuno aveva mai osato tanto e soprattutto per il modo in cui sono stati programmati e collegati alle opere, solo per portare alcuni esempio concreti: in “Avatar”, che rappresenta l’invidia perversa nei confronti degli altri, le impronte digitali di una mano sono state sostituite da un codice hacker che permette in un noto mondo virtuale di rubare gli attributi delle persone che ti stanno accanto, in “Condor”che rappresenta particolare la voglia di voler stare in mezzo alla persone pur senza rompere le paure della propria solitudine, è presente un attacco classico di sniffing, cioè dei codici che permettono di sniffare , vedere quello che fanno le altre persone, e così ogni singola opera di Hagackure spiega le comuni sensazioni umane con un linguaggio tanto incomprensibile e lontano da rendere oggettiva la sensazione tratta."

“The first Fall” è il nuovo video della collezione Calvarium di Hagackure, progetto tutto italiano ideato e prodotto da Giuseppe Pisasale, che in meno di un anno ha coinvolto, emozionato, attratto e scandalizzato il mondo, con l’introduzione di un nuovo linguaggio artistico, un intelligente connubio di codici hacker e stimolazioni visive, in grado di formalizzare e concretizzare a livello inconscio un elegante studio delle paure e delle frustrazioni umane.

“The fisrt Fall” è la riuscita espressione di un inaspettato e scomodo format video-comunicativo che affianca programmate discontinuità visive, stimolazioni e richiami inconsci, ad una combinazione quasi ipnotica di tracce audio dissociate, frutto di una sperimentazione non sufficientemente lontana dalle fin troppo temute tecniche binaurali.

La frammentarietà delle sequenze sceniche dà vita ad un nuovo codice visivo che, deragliando dai binari della logicità della successione, innesca un processo psichico che deroga dalla legge del prevedibile e si affida unicamente all’apprendimento inconscio.

Il suono, in grado di stimolare in maniera mirata i due emisferi celebrali, evidenzia e ricalca la netta lacerazione tra l'esame morale e l'impulsività, creando un dimensione di sincera emotività a scapito dei timori razionali.

Il risultato è la sospensione di ogni processo cognitivo che lascia spazio all’interpretazione dell’ambivalenza dei pensieri e dei simboli comportamentali; richiami che riaffiorano dalla più pura rappresentazione del mondo che si staglia, immensa ed onnipotente nella solitudine che mesta riesuma i più profondi abissi dell’anima.

“The first Fall” concettualizza, in maniera incisiva e naturale, come l’anima irrazionale interpreta alcuni turbamenti o ignote malinconie tipiche della solitudine fino ad amplificarle e esteriorizzarle come inizio, primo passo, per l’appunto “prima caduta”, di alcuni umani disturbi e devianti propensioni.

Nell’opera, come se le costruite stimolazioni non fossero sufficientemente in grado di consacrare e rappresentare in pieno lo stile unico e inavvicinabile di Hagackure, non mancano gli elementi inconfondibili ed esclusivi della sua firma:  richiami orientaleggianti per la conferma di una oggettività comunicativa e di ricerca tanto intima  quanto universale, e, soprattutto, sequenze di dati, frutto illecito dell’opera di un hacker, che ruba dalla rete conversazioni di altri come concreta conferma e conforto all’esistenza del dolore; illegale e bandita provocazione che aggiunge un stimolazione semantica alla decodifica dell’input emozionale del video.

Guarda il video The first Fall di Giuseppe Pisasale
Guarda il video "The first Fall"

Per la realizzazione del video Giuseppe Pisasale, si è avvalso, oltre che della costante presenza di R.Giansiracusa (artPR e coordinatrice di Hagackure) e del pittore A.Latina (responsabile dei quadri di Hagackure), di un gruppo di artisti emergenti: M.Garro, S.Puccio e S.Spagnuolo, appartenenti all’associazione artistica la bottega delle luce, impegnata nella ricerca e nella rappresentazione dell’emotiva umana attraverso l’istintività dei comportamenti racchiusi nelle antiche radici culturali o nel misticismo abitudinario di piccole comunità.

La musica, è stata composta ed eseguita, come i precedenti lavori di Hagackure, da Antonio “OOL” Pisasale, musicista emergente, sperimentatore e ricercatore di nuove dimensioni sonore.

L’attrice è una modella non professionista siciliana, C. Marra.


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