Charlotte Salomon, talento perduto nella Shoah

venerdì, 28 aprile 2017




E’ una storia che toglie il fiato quella di Charlotte Salomon, di quelle che quando qualcuno inizia a raccontartela non puoi che rimanere in ascolto.

Nata nel 1917 a Berlino, è l’unica ebrea ad essere acccolta come allieva all’ Accademia di Belle Arti della città tedesca, che però dovrà lasciare dopo soli tre anni a causa delle sempre più stringenti leggi contro gli ebrei.

Rifugiatasi in Francia, vicino Nizza, presso una ricca americana che già ospitava i nonni, Charlotte Salomon scopre che la madre, esattamente come farà poco dopo la nonna e, prima di lei  la zia, si è suicidata, e, da quel momento, cercherà consolazione nell’ arte. Prende infatti a comporre un ‘opera, intitolata “Vita ?  o Teatro ?” , un misto di pittura, musica e testi, in cui in 1325 fogli, realizzati tra il 1940 ed il 1942, racconterà l’infanzia felice, gli studi, la rielaborazione del suicidio della madre, la fuga dal nazismo.

Nel 1943 Charlotte Salomon  sposa un profugo tedesco, Alexander Nager, proprio mentre la Gestapo occupa miltarmente  quella parte della Francia.

Lei allora fa appena in tempo ad affidare la sua opera ad un medico in cui aveva piena fiducia , prima di essere arrestata insieme al marito e, incinta di pochi mesi,  trasferita ad Auschwitz dove probabilmente muore il giorno stesso del suo arrivo. il 10 ottobre del 1943.

Fin qui la sua tristissima biografia di Charlotte Salomon, ma la storia non finisce qui. Il medico che aveva avuto in consegna la sua opera la porta all’americana che l’aveva ospitata e questa si mette in contatto col padre di Charlotte Salomon, fortunatamente scampato alla furia nazista.

Anni dopo il prezioso lascito viene affidato al “Museo storico ebraico di Amsterdam” e pian piano la fama di Charlotte Salomon  comincia ad espandersi, anche grazie alle numerose mostre organizzate in tante importanti capitali europee ma anche in America. Ora finalmente anche l’ Italia, Milano in particolare, le dedica una esposizione.

Noi ci siamo fatti raccontare dal curatore, Bruno Pedretti, altri particolari sulla vita di Charlotte Salomon, il significato di diverse sue opere, i rimandi ad altri importanti pittori, come ad esempio Tiziano, e cosi’ abbiamo avuto la possibilità di ascoltare un ritratto davvero a tutto tondo di questa giovane artista che ha vissuto solo 26 anni ma ha lasciato sicuramente un segno importante.

“Charlotte Salomon. VIta o Teatro?”

Milano, Palazzo Reale

30 Marzo, 25 Giugno

 



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