Egg – Un uovo dal passato

martedì, 16 ottobre 2007


Save your city è un ampio progetto di Dario Garofalo con la collaborazione di Giacomo Grembi e incentrato sui possibili interventi dell’uomo nello spazi urbani privi di identità, posti che ci trasmettono un vuoto e ci fanno riflettere, luoghi sui quali si vorrebbe scrivere una storia o dare la propria versione dei fatti.
Nel caso specifico dell’intervento urbano di Via Pomeria, la ciminiera dell’ex fabbrica Cangioli e le nuove costruzioni immediatamente dietro forniscono lo scenario idele per rappresentare la disarmonia che si genera fondendo insieme strutture incompatibili. Il passato che torna nel presente modificato ,e per coincidenza surreale , manifestandosi con l’apparizione dell’uovo nel minuscolo giardino pubblico.
L’utente avrà la possibilità di vivere l’opera pubblica, di trovare un giardino non distante dal centro , ma lontanissimo dalla periferia, in cui verranno istallate strutture adatte alla sosta . L’illuminazione dello spazio garantirà un armonia fra i colori e le forme dell’uovo , del complesso abitativo retrostante e della ciminiera, un mostro del presente, una necessità del passato e dal futuro incerto. Proprio quella ciminiera, che ha l’espressione di una persona che finge di dormire e che se potesse parlare racconterebbe il mutamento delle architetture, delle mode, degli stili di vita e delle etnie della città.
L’uovo?
Un uovo che sembra cadere dal cielo, ma che in realtà arriva dal passato. Un uovo ricco di informazioni perdute e dimenticate al suo interno, concetti, forme e suoni già edite in un passato quasi alieno che ritorna prepotentemente dal cielo sotto forma di capsula che sprofonda nei parchi pubblici, nei giardini privati, nei cortili delle aziende.
il passato che si ribella e si rivela, atterrando nel presente, in un luogo che ha perso la sua armonia estetica che un tempo lo caratterizzava e gli dava identità. Un oggetto misterioso, che fa la sua comparsa nel microgiardino rettangolare tra le costruzioni abitative e la ciminiera, proponendosi , con la saggezza e l’autorità che porta dal passato, come trait d’union tra la ciminiera, rappresentate di un passato e il complesso abitativo – il futuro.
Come si vede dalle illustrazioni
l’installazione contiene al suo interno un divano, un visore stereografico, uno schermo, delle casse stereofoniche.
La stereografia trova la sua speficità nella riproduzione della visione umana. Gli occhi infatti distano qualche centimetro l’uno dall’altro. Percependo due immagini leggermente diverse, il cervello le fonde in un’unica, definita visione ciclopica. Questa visione è importante, in quanto è uno degli indici che forniscono la percezione della profondità.
Durante questa fusione, tutto ciò che si trova sul punto di convergenza oculare è in fase di corrispondenza ovvero, è percepito chiaro ed a fuoco; tutto il resto, invece, è in fase di disparità, cioè formerà immagini duplici ed instabili alle quali non prestiamo attenzione in quanto vi siamo abituati.
La stereografia (dal greco stereo-graphìa, ovvero disegno in composizione) riproduce proprio questo processo. A ciascun occhio viene fornita un’immagine (anche in movimento) che rispetta le caratteristiche della visione binoculare, l’osservazione di immagini prodotte con questa tecnica attraverso uno speciale visore permette di ottenere un interessante effetto 3d.
Le immagini proiettate con questo effetto saranno accompagnate da un’istallazione audio, frutto di registrazioni effettuate all’interno degli ultimi telai pratesi ancora in funzione, suoni d’ambiente smorzati e soffusi come l’anima del fantasma dell’ex- Cangioli.

l’installazione è all’interno di una mostra collettiva di artisti pratesi successiva al workshop frequentato con gli artisti Botto e Bruno di Torino.

Dario Garofalo: idea, concept, progetto istallazione. contatti: dario150@libero.it


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