Folco Quilici: "Una mostra su mia madre"

martedì, 27 settembre 2016




Nell’ambito della mostra “Roma Anni Trenta. La Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’Arte 1931-1935-1939”, tre sale della Galleria d’Arte Moderna ospitano la mostra Mimì Quilici Buzzacchi. Segno e Colore. L’artista è la madre del noto documentarista, giornalista e scrittore Folco Quilici e fratello maggiore di Vieri, architetto e docente universitario.

In mostra oltre 50 opere tra dipinti, opere grafiche e documenti che illustrano la lunga attività dell’artista, iniziata alla fine degli anni Venti a Ferrara e proseguita a Roma fino alla sua morte avvenuta nel 1990. Notissima per la sua opera incisoria e in particolare la xilografia, che praticò con continuità fin dagli esordi, Mimì Quilici Buzzacchi ha attraversato il Novecento lavorando incessantemente in un confronto continuo con i protagonisti della cultura del suo tempo. Negli anni Trenta partecipò assiduamente alle più importanti rassegne espositive nazionali e internazionali, tra cui le Biennali veneziane e le Quadriennali di Roma, e prese parte con Funi e gli altri artisti dell’”officina ferrarese” al progetto decorativo che interessò i molti edifici realizzati in Libia durante il governatorato di Italo Balbo, realizzando un  affresco nella cappella del Villaggio Corradini (1938-40). Dalle prime esperienze in cui i soggetti privilegiati erano marine e scorci degli edifici più emblematici di Ferrara e della campagna ferrarese, fino ai paesaggi della sua produzione più recente, la ricerca di Mimì Quilici Buzzacchi ha indagato con continuità le infinite possibilità espressive del segno, tanto nella grafica che nella pittura, in cui il dialogo con luce e colore ha saputo creare risultati di grande suggestione.

La lunga stagione romana con le sue meditazioni sui mutevoli paesaggi del Tevere che scorreva davanti alla sua casa al quartiere Flaminio e lo scenario della collina di Monte Mario e di Villa Madama, vede la sua pittura farsi interprete di un intimo colloquio e di un’intesa in cui la raffinatissima vibrazione cromatica intrecciata al segno – struttura sempre presente ha dato luogo a visioni vicine all’astrazione.

Un’interessante selezione di documenti e foto, volti a illustrare la figura e l’attività dell’artista, completa la mostra insieme alla proiezione del video “Immagini da sequenze amatoriali tratte dall’archivio privato della famiglia Quilici”, realizzato da Folco Quilici, di cui abbiamo avuto il privilegio di poter inserire alcuni estratti nel nostro servizio.

La mostra sarà visitabile fino al 27 novembre.



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