Fragilità e bellezza. Intervista a Emma Dante

sabato, 5 maggio 2018

Lo spettacolo non l’ho visto perché non ha ancora debuttato. Ma conosco bene la Sicilia perché ci vivo per gran parte dell’anno e con Siracusa poi ho un rapporto particolare: a Siracusa c’è qualcosa di strano, di sfuggente, inutile negarlo.
Alle prove di Eracle, la tragedia di Euripide programmata dall’Inda con la regia di Emma Dante, ho assistito per meno di un’ora, poi sono stato gentilmente accompagnato all’uscita. La Dante l’avevo incontrata poco prima al tavolino sul marciapiede di un bar di Ortigia e abbiamo chiacchierato tra un gran rumore di motorette e camioncini per una ventina di minuti.
Dunque, venti muniti al bar, diciamo trenta alle prove. Ma sono stati sufficienti per capire due cose. La prima: l’allestimento dell’Eracle al Teatro Greco di Siracusa sarà b-e-l-l-i-s-s-i-m-o. La seconda: Emma Dante è uno dei registi più grandi della sua generazione.
Quando inizia a parlare di quel che sta facendo Emma si mostra spaventata:
Quello dove sto lavorando è un posto difficilissimo da abitare. Il Teatro Greco a Siracusa divora ogni cosa, è un tritacarne, un trita-personaggi, un trita-testo, un trita-tutto. Lavorare qui significa mettersi a confronto con una struttura che è anche mistica, spirituale, dove è evidente la presenza di un Dio”.

Emma Dante, Eracle. Mariagiulia Colace
Emma Dante, Eracle. Mariagiulia Colace

Un Dio…? Un Dio buono o cattivo?
Un dio che ti osserva e ti giudica…

Questo allestimento ti ha messo in difficoltà?
Molto. Ogni mattina al risveglio mi dico: “ma se mi faccio venire una crisi e poi dico che non ce la faccio, non lo posso fare, chi viene ad aiutarmi?”.

Mente sapendo di mentire Emma Dante? Perché quello che vedo alle prove è un clima positivo: rilassato no, ma positivo sì. Vista all’opera la Dante mostra un occhio che pare carta millimetrata: mai un gesto, un’intonazione, un passo ‒ anche nelle scene dove coro, attori danzatrici e musici si muovono tutti insieme – che le sfugga. Ogni stop, ogni intervento è migliorativo. In più c’è che non puoi sfuggire al fascino della situazione: tutti i ruoli previsti da Euripide – persino quello di Ercole – sono assegnati a giovani attrici e per lo più straordinariamente avvenenti.

Perché solo donne?
È un gioco che inverte quello dei greci per cui nella tragedia gli uomini recitavano anche le parti femminili. Qui c’è un cast al femminile che gioca i ruoli degli eroi.

Una riflessione di genere dunque…
Per niente. È una scelta esclusivamente legata al fatto che i corpi femminili sono più sensuali, hanno una postura e anche una fragilità estranea alla raffigurazione classica del corpo maschile.

Una tragedia? Sensuale?
Esatto: sicuramente sarà una tragedia sensuale.

Emma Dante, Eracle. Naike Anna Silipo
Emma Dante, Eracle. Naike Anna Silipo

Seduto al tavolino nel bar di Ortigia non avevo capito il significato di “tragedia sensuale”, ma nel salone delle prove tutto è divenuto chiaro: vedo in azione Mariagiulia Colace (Eracle), Naike Anna Silipo (Megara), Francesca Laviosa (Iris), Patricia Zanco (Lico), Carlotta Viscovo (Teseo). Sena Lippi, Isabella Sciortino e Arianna Pozzoli diventano qui i figli maschi di Eracle. Un cast fatto da bellissime donne non può essere un caso. Eppure non è uno spettacolo costruito intorno alla bellezza femminile. Emma sa meglio di chiunque altro (Bestie di scena e Le sorelle Macaluso sono lì a testimoniarlo) che la bellezza non è un dono comune, mentre a tutti gli esseri umani è comune la fragilità.
Mi interessava esplorare la fragilità di questo eroe. Eracle è possente, ha affrontato dodici disumane fatiche, ma Euripide alla fine del testo disegna una figura frangile che, rannicchiata a terra, si scioglie addirittura lacrime”.

A differenza di Aiace o Edipo, Eracle però sfugge al castigo…
È un semidio nevrotico, che all’apice della tragedia gira i tacchi ed esce di scena, non cerca il sacrificio della pena per i suoi delitti, ma fugge dal dolore seguendo il consiglio dell’amico del cuore. È umano Eracle. La sua storia non è più una tragedia, ma appartiene al dramma della riconciliazione. Posseduto e deviato da Lissa e Iride, stermina la famiglia ma, nonostante ciò, si salva lasciando ad Anfitrione la sepoltura dei figli e della moglie. Il possente guerriero è terreno, materno, pieno di contraddizioni e di dubbi.

Anche in prova Eracle indossa una vistosa corazza, un oggetto quasi da opera lirica. È la presenza di Dio in questo teatro a imporla?
Io provengo da un tipo di teatro povero, scarno, vuoto, ma qui non ho potuto proseguire su questa strada. In questo spazio ti devi fare aiutare da altre figure autoriali. I costumi sono pensati e bellissimi [Vanessa Sannino N.d.R.] e la scenografia racconta il luogo in cui si svolge l’azione in maniera molto precisa [Carmina Maringola N.d.R.]

Emma Dante, Le sorelle Macaluso
Emma Dante, Le sorelle Macaluso

Il coro nell’ Eracle di Euripide svolge una funziona importante e per Emma Dante ‒ questo sì ‒ è fatto solo da attori maschi.
Il coro è un personaggio fondamentale nella tragedia greca, ma per me anche altrove. Il coro è la voce del popolo, sono gli occhi del popolo, non posiamo farne a meno”.

Persino nel tuo unico film, Via Castellana Bandiera, che pure ha un ambientazione contemporanea.
Non si può fare nulla senza il popolo, senza il coro. Oggi esattamente come allora.

Stai facendo degli autori greci dei populisti ante litteram?
Stai scherzando? Ma quali populisti? Euripide era a un altro livello. La moltitudine che ti guarda ti può dare lo slancio per essere la voce fuori dal coro, ma il coro devi ascoltarlo, comunque.

Aldo Premoli

10 maggio ‒ 23 giugno 2018
Eracle
Regia di Emma Dante
TEATRO GRECO DI SIRACUSA
www.indafondazione.org




Fonte: Fragilità e bellezza. Intervista a Emma Dante

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