FUTURISMO: LA POETICA DEL PROGRESSO

venerdì, 30 ottobre 2015


Quando comincia il “viaggio nel futuro”? Col treno, “primo tangibile segno del genio umano che vuole dominare la natura e crearne una artificiale”. Con un viaggio attraverso la “scoperta del movimento” (dagli esperimenti fotografici alla pittura di Balla), l`unità spiega l`impulso novecentesco a perseguire “l`invenzione, la temerarietà e l`ignoto”, parole d`ordine che diventano la poetica del Futurismo, fondato dall`italiano Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d`Egitto, 1876 – Bellagio, Como, 1944). Il primo Manifesto del movimento fu pubblicato su Le Figaro il 20 febbraio 1909. L’attore Carmelo Bene legge alcuni manifesti del movimento, mentre una rara registrazione offre dal vivo la voce di Marinetti che legge un suo testo sulla battaglia di Tripoli. L`unità segue, da un lato, l`evolversi del Futurismo verso la deriva nazionalista e bellicista, poi fascista, e, dall`altro, la sua consonanza con la metamorfosi della produzione industriale in America con la nascita del fordismo.
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