Giulio (Sacchetti) torna a casa

mercoledì, 21 settembre 2016




La Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti ha donato il Ritratto di Giulio Sacchetti, olio su tela di Pietro da Cortona, alla Galleria Borghese.

La donazione di un importantissimo dipinto, testimone della stagione più alta della pittura romana, da parte di quella stessa famiglia Sacchetti che lo commissionò in origine a Pietro da Cortona, costituisce un passaggio epocale e profondamente significativo, che non ha immediati precedenti in Italia. L’opera, conservata per secoli nella dimora antica della casata, in un certo senso torna a casa, si riunendosi al suo pendant, il Ritratto di Marcello Sacchetti, anch’esso di Pietro da Cortona, già in collezione Borghese. I ritratti dei due fratelli si ricongiungono, idealmente quanto concretamente, così come si ricongiunge la storia delle due tra le più autorevoli dinastie di committenti del Seicento a Roma, i Sacchetti e i Borghese. 

Istituita nel 2013, la Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti dà seguito, attraverso erogazioni liberali, agli interessi condivisi dai marchesi Giulio e Giovanna Sacchetti nel corso della loro vita in comune, a cominciare dalla tutela e il restauro dei beni storici, culturali e artistici. “Riunire due capolavori come i ritratti di Giulio e Marcello Sacchetti, concepiti come ‘gemelli’ da Pietro da Cortona, è un sogno da amante dell’arte e della cultura, ha dichiarato Giovanna Sacchetti, Presidente della Fondazione. “Sono felice di poter realizzare oggi questo sogno attraverso la Fondazione che ho creato. Il nostro obiettivo, anche in futuro, è promuovere progetti d’arte e sostenere interventi di salvaguardia del nostro patrimonio artistico, per valorizzarlo e consegnarlo integro alle generazioni future.”

L’obiettivo munifico della Fondazione Sacchetti si coniuga perfettamente con la vocazione storica della Galleria Borghese, che è all’origine della sua stessa raccolta di capolavori, la committenza del Cardinale Scipione Borghese. “L’arrivo del quadro avrebbe certo entusiasmato Scipione. Per noi afferma l’imprevedibile possibilità di una continuazione della committenza, l’idea più forte di questa straordinaria collezione, quella che tentiamo con il nostro lavoro di ribadire costantemente” afferma Anna Coliva nel suo testo scientifico che accompagna la presentazione del dipinto.

            Nella Villa Pinciana si ricostituisce oggi, attraverso la riunione dei due Ritratti, l’intreccio di protagonisti della più intensa e cruciale stagione della pittura romana. La loro collocazione definitiva nella Loggia del Lanfranco infatti, al piano pinacoteca del Museo, accanto e in relazione ai ritratti di Scipione Borghese e di Gian Lorenzo Bernini oltre che sotto il magnifico Concilio degli dei di Lanfranco, ripristina visivamente quella scena di pittori, scultori, mecenati e principi che animò la Roma dei primi decenni del Seicento, quella Roma borghesiana libera da dogmatismi e fertile di “entusiasmo per il proprio tempo” (Giuliano Briganti). La storia dinastica e l’ambiente culturale che genera e accoglie i due Ritratti, si ricompone alla Galleria Borghese in una visione nuovamente unitaria. 



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