il Barocco Spiegato da Philippe Daverio

martedì, 27 ottobre 2015



Dall’auditorium di Roma Philippe Daverio,ci spiega come nasce e si sviluppa il Barocco(1565-1666)magistrale lezione di storia dell’arte,….

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10 thoughts on “il Barocco Spiegato da Philippe Daverio

  1. Quelle lezioni dovrebbero essere aperte al pubblico,le prossime Star probabilmente  saranno i professori carismatici e colti,ai vertici non penseranno mica vista la conoscenza a cui si ha  accesso oggigiorno, che basterà un "chi l'ha visto",o "il grande fardello" per far star buona la gente, vedo un potenziale nei professori come Daverio,Paolucci,anche Sgarbi ecc saranno loro le nuove stelle che coniugheranno spettaccolo e conoscenza allo stesso tempo,spazzando via questi spettacolucci inutili e anche dannosi ,dunque facciamo lavorare il cervellino,certo se si pensa ancora di voler governare la gente come in passato si può ancora andare avanti così con ogni sorta di droga a disposizione di ogniuno persone che oggi a 40 anni sembrano averne 60 di prima,un'analfabetismo che è tornato a cavallo,difficoltà ad esprimere sentimenti ed emozioni e nel saperli riconoscere e gestire, persone che fanno uso di ogni sorta di farmaco per andare avanti, certo sicuramente è più comodo gestire persone così che non sanno da dove gli arrivano gli schiaffi,sarebbe auspicabile tornare alla ragione se non ce la siamo giocata per sempre insieme alla sovranità di questo paese!

  2. Questa periodizzazione è seducente ma sostanzialmente iniqua e infeconda. E' infatti costretta a contenere nel suo ambito anche la scuola bolognese dei Carracci in cui alla fine del Cinquecento si attua il superamento del Manierismo secondo i dettami della Controriforma (del Cardinale Paleotti). Non può poi dar conto del classicismo di Annibale Carracci e della sua scuola romana nel suo inoltrarsi insieme al naturalismo caravaggesco a contendere il secolo XVII al Barocco, le cui vere prime testimonianza sono da collocare alla fine del secondo decennio verso il 1618 nello stesso anno di inizio della Guerra dei 30 anni. Spiritosissima invece l'azzeccata non francesità di Luigi XIV in quanto di monumentale italianità barocca non accetta però ai francesi.
    Ottimo poi l'elogio della Controriforma come madre riconoscibile dei nostri gusti e delle nostre inclinazioni.

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