“Il Cannocchiale e il pennello”. Pisa rende omaggio con una mostra a Galileo Galilei

martedì, 5 maggio 2009

Pisa rende omaggio a Galileo Galilei, uno dei suoi più famosi concittadini, in occasione del IV centenario delle prime rilevazioni astronomiche.
Dal 9 maggio al 19 luglio 2009, a Palazzo Blu, recentemente rinnovato, si terrà una mostra dal titolo “Il Cannocchiale e il pennello. Nuova scienza e nuova arte nell’età di Galileo”.

Curata da Lucia Tomasi Tongiorgi e Alessandro Tosi, promossa dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni Galileiane, dal Comune di Pisa, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, dalla Provincia di Pisa, dalla Regione Toscana, dall’Università di Pisa, l’esposizione ripercorre, attraverso 150 opere, tra quadri, libri, sculture e oggetti, l’intero percorso umano e scientifico del grande studioso, indagando i rapporti tra Galileo e i maggiori artisti del tempo, evidenziando la fitta trama di relazioni con cui le scienze e le arti si trovarono a rispondere alla “rivoluzione” galileiana.
Grazie a prestiti provenienti da importanti istituzioni culturali nazionali e internazionali, quali la il Detroit Institute of Art e il Maritime Museum di Londra,la Galleria defli Uffizi e la Biblioteca Nazionale Centrale, la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna e numerose storiche collezioni private, sarà possibile ammirare opere di alcuni dei grandi maestri della storia dell’arte, da Rubens a Ribera, da Arcimboldo a Tintoretto, da Caravaggio a Artemisia Gentileschi.
Il percorso espositivo, organizzato in sezioni, prenderà avvio con gli anni della formazione di Galileo tra Pisa e Padova, focalizzando l’attenzione sui maestri del genio pisano, le sue letture, le sue prime opere e le prime esperienze.
In “Arte e scienza nell’autunno della maniera” verrà presentato un nucleo di opere che analizzano i rapporti tra la cultura scientifica e la cultura artistica nelle principali realtà italiane. Dalla Bologna di Ulisse Aldrovandi, alla Firenze dei Medici e alla Roma del cardinal Del Monte, saranno evidenziati i principali episodi figurativi in stretta connessione con gli ambienti scientifici in cui si muoveva Galileo.
Partendo da un celebre passo di Galileo dedicato all’Ariosto, la sezione “Ometti curiosi” illustra l’evoluzione, anche in termini galileiani, del collezionismo enciclopedico e della tradizione delle Wunderkammer nell’Europa della prima metà del XVII secolo, con significativi riscontri anche in ambito del collezionismo artistico e dei percorsi del gusto, mentre dipinti e disegni certificheranno i rapporti tra lo scienziato pisano e Ludovico Cardi detto il Cigoli, l’artista che rappresenta una delle più voci più autorevoli della rinnovata pittura fiorentina del tempo, e con Artemisia Gentileschi.
L’impatto del Sidereus Nuncius e le prime scoperte astronomiche galileiane produssero un grande effetto sulla
cultura figurativa del primo ‘600 a Firenze, Roma e in tutta Europa. L’esposizione documenterà l’affermarsi di una vera e propria “bottega” galileiana, ovvero di una generazione di artisti in grado di far proprie le conquiste dello scienziato, mostrandone le tangenze con le ricerche e le sperimentazioni dei maggiori interpreti dell’arte del tempo.
La sezione finale “Nuove scienze, nuove arti” è dedicata alla ricezione dell’eredità di Galileo in direzione di un nuovo rapporto tra le arti e le scienze, testimoniato dal rinnovamento e dall’evoluzione di un linguaggio figurativo in cui è possibile riscontrare, anche in termini simbolici e allegorici, l’insegnamento galileiano.

Per info consultare il sito www.palazzoblu.it

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