Il Colosseo di Carlo Lucangeli. Colosseo. Un`icona. Seconda parte

mercoledì, 12 aprile 2017




In questa seconda parte della mini-serie che RAI ARTE dedica alla scoperta del Colosseo con l’aiuto di Rossella Rea, la direttrice del monumento, scopriamo un plastico fantastico.   

Nella seconda metà del Settecento fiorì l’interesse per i monumenti antichi e tra Roma e Napoli molti architetti cominciarono ad eseguire una serie di riproduzioni tridimensionali  di opere di valore.

L’architetto ed ebanista Carlo Lucangeli, dopo studi approfonditi sul Colosseo, eseguì tra il 1790 e il 1812 un plastico del monumento in lavoro ligneo. Lo realizzò in scala 1:60 ed lo costruì da 60 settori, distinti e autonomi, assemblati in 5 fasce concentriche, di legni diversi: le sezioni portanti sono in pioppo; le colonne, gli architravi e le cornici in faggio; invece i capitelli sono in stucco estruso; le transenne e gli abachi sui capitelli sono lamine di piombo ritagliate; gli archivolti sono fusioni di piombo; le carrucole di osso. 

Nell’anno 2000 il modello di Lucangeli fu restaurato e il restauro riportò in vista i colori originali: il colore del travertino antico come si vedeva alla fine del Settecento e gli stucchi dell’ingresso nord, allora più conservati di oggi. Tutto era coperto da una vernice bianca: per questo, prima del restauro, lo si credeva opera degli anni trenta.

Attualmente il Colosseo di Lucangeli è visibile nella mostra Colosseo.Un’icona. a cura di Rossella Rea, Serena Romano e Riccardo Santangeli Valenzani.

Vedi anche Colosseo. Un`icona. Prima parte

Colosseo. Un’icona

Roma, Colosseo

Fino al 7 gennaio 2018

 



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