Il Museo Universale. Dal sogno di Napoleone a Canova

mercoledì, 11 gennaio 2017




Due cento anni or sono che l’Italia recuperò gran parte dei capolavori trafugati dalle collezioni italiane portate via durante le campagne militari francesi da Napoleone Bonaparte verso il nascente Museo del Louvre. Con il Congresso di Vienna lo Stato Pontificio e le molte amministrazioni locali della Penisola, ottengono la restituzione dell’80 per cento delle opere che rientrano a Roma nella primavera del 1816. La mostra Il Museo Universale. Dal sogno di Napoleone a Canova a cura di Valter Curzi, Carolina Brook e Claudio Parisi Presicce, inaugurata al dicembre l’anno scorso alle Scuderie del Quirinale, quindi, è un anniversario fondamentale per la storia civile e culturale dell’Europa e in particolare dell’Italia che, contemporaneamente al rientro delle opere migrate in Francia, si troverà a interrogarsi per la prima volta sul destino di migliaia di capolavori che avevano abbandonato chiese e conventi dopo la soppressione degli ordini religiosi, alcuni dei quali di importanza simbolica per la cultura italiana e non più rientrati.



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