Kerstin Schomburg e Jakob Philipp Hachert. Affinità elettive

giovedì, 14 settembre 2017




Perché una fotografa contemporanea si mette sulle tracce di un pittore vissuto nel Settecento? Quale motivazione spinge un artista di oggi ad immergersi nei paesaggi italiani, a ripercorrere le tappe del Grand Tour?

La Casa di Goethe propone un confronto tra due Punti di vista, tra due sguardi distanti trecento anni, attraverso un progetto fotografico realizzato nel 2015 da Kerstin Schomburg e i dipinti di Jakob Philipp Hackert.

Il pittore tedesco, contemporaneo e amico di Goethe, visse diciotto anni a Roma, diventando uno dei punti di riferimento della colonia di artisti tedeschi attorno a Trinità dei Monti. Con le sue vedute, profondamente radicate nel patrimonio ideale dell’illuminismo, Hackert, già ai suoi tempi artista di fama internazionale, ha influenzato l’immaginario del paesaggio mediterraneo fino al diciannovesimo secolo.

Kerstin Schomburg si è recata in molti luoghi raffigurati nei dipinti di Hackert e ha cercato l’angolazione esatta della veduta ritratta nel rispettivo dipinto. La fotografa sottopone a verifica l’occhio del pittore, rende visibile il tempo, mostra ciò che è mutato e ciò che si è conservato, porta anche alla luce invenzioni artistiche e si interroga su un processo creativo che getta un ponte tra la pittura di paesaggio del diciottesimo secolo e la fotografia digitale del ventunesimo secolo: “ Ma cosa ci faccio qui? Forse voglio ritrovare la bellezza che c’è nei dipinti di Hackert. Sono convinta che non sia svanita. Cosa rende bello il paesaggio? E’ il paesaggio stesso, è la luce o la sensazione dell’osservatore?”

Roma, Casa di Goethe: Punti di vista. Kerstin Schomburg e Jakob Philipp Hachert: una ricerca fotografica, fino al 14 ottobre 2017



Fonte: Kerstin Schomburg e Jakob Philipp Hachert. Affinità elettive

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