La vita invisibile del Colosseo

martedì, 24 novembre 2015


Sabine Kacunko è un’alchimista tedesca che usa la fotografia, il video, l’installazione e la performance come mezzi di espressione. Le sue opere si basano su fenomeni biologici, medici e  chimici che lei interpreta mescolando la fragilità organica nel tempo e nello spazio con un forte e sottile rigore concettuale. Alla base della poetica dell’artista si cela una vita continuamente ostacolata da drammi familiari in cui il demone della malattia ha sempre vegliato sulle persone a lei care. Cosi Sabine Kacunko ha voluto creare un evento, patrocinato dall’UNESCO, che ha come protagonisti i batteri che letteralmente vivono l’emblema del patrimonio dell’umanità: il Colosseo. Per tre sere dal 17 al 19 settembre il pubblico può seguire in diretta i processi naturali degli agenti patogeni del monumento grazie alla performance dell’artista: sull’esterno del Colosseo verranno proiettati, su scala monumentale e in tempo reale, la vita invisibile del monumento. Lo scopo dell’artista è di creare un ponte tra scienza e arte, proponendoci in grande scala una visione sui miracoli che accadono nel microcosmo del nostro patrimonio culturale. Il più grande anfiteatro del mondo diventa così, in base allo scopo artistico, un modello con un potenziale strategico per promuovere e dare origine alla cooperazione interdisciplinare, al fine di approfondire l’impatto congiunto sulle società e il loro patrimonio, naturale e culturale, comune.
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