L’anticonformismo e l’incanto di Annette Messager

venerdì, 3 marzo 2017




Vincitrice del Leone d’oro per la sua installazione nel Padiglione francese alla Biennale di Venezia nel 2005, Annette Messager è una delle artiste più radicali e anticonformiste dell’arte contemporanea.

L’artista francese cresce a Berck, definita da lei stessa definita “una città per malati” e che anche per questo poteva ispirare impensate inclinazioni artistiche. Berck si trova sul mare ed è nota per i numerosi stabilimenti termali, frequentata da persone da ogni parte del mondo, con molto tempo a disposizione per curarsi e anche dare spazio all’inventiva.  “Erano tutti artisti, scrittori o poeti”, come racconta Annette Messager in quest’intervista. Persino suo padre, architetto, ha come hobby la pittura.

«Trasformare» spiega l’artista «per me è come giocare. Ma giocare seriamente, come fanno i bambini. E mi considero una bambina molto antica». Con queste parole, Annette Messager ci introduce nel suo mondo in bilico tra familiare e perturbante, fra sogno e incubo, fatto di tessuti, matite colorate, immagini manipolate, bambole di pelouche e animali naturalizzati.

Nel 2016 Annette Messager vince il prestigiosissimo Praemium Imperiale International Arts Award per la scultura.  Annette non  predilige nessun materiale o tecnica, ma nella sua lunga carriera sperimenta con sculture, installazioni, disegni, collage e video,  usando in quantità materiali  non tradizionali,  e integra con elementi  considerati femminili come il ricamo, oggetti come pupazzi o animali imbalsamati, matite colorate e fotografie.

La sua produzione è stata oggetto di importanti mostre come le retrospettive al Musée de la Ville de Paris e al MoMA di New York, entrambe nel 1995, e al Centre Pompidou di Parigi nel 2007. Per Messager anche un’“incursione” in Italia negli anni ‘70, alla galleria Il Diagramma di Milano, che ricevette l’attenzione di Umberto Eco, il quale, molti anni dopo, avrebbe invitato l’artista alla sua grande mostra al Louvre nel 2009.

Il corpo e la condizione femminile sono temi ricorrenti della sua narrativa artistica.

In quest’intervista a RAI ARTE l’artista riflette sulla condizione femminile e la nuova forma di femminismo nata con le Pussy Riot  in Ucraina, dove queste donne si spingono oltre il limite di quello considerato accettabile dalla società, utilizzando la loro nudità come strumento di comunicazione su questioni sociali e politiche e finendo per questo per essere arrestate.

Villa Medici a Roma presenta in questi giorni una mostra dedicata all’artista a cura di Chiara Parisi. Qui l’intervista con la curatrice

 

Annette Messager. Messagera

Accademia di Francia a Roma – Villa Medici

Fino al 23 aprile 2017

 

 

 



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