L`arte alternativa di Adelita Husni-Bey

mercoledì, 28 giugno 2017




“Guardare oltre il muro dell’Accademia e produrre qualcosa che abbia un valore oltre ad essere un oggetto estetico”: l’arte per immaginare alternative sociali. Da queste premesse prende vita il lavoro della giovane artista italo-libica, Adelita Husni-Bey, da sempre interessata alla sociologia, all’antropologia, a tematiche quali la memoria collettiva, l’autonomia, la territorialità.

Nei film e video che produce Adelita Husni-Bey affronta questioni complesse come quelle di razza, genere e classe, spesso traendo ispirazione da teorie educative anarchiche e pratiche di insegnamento innovative. Le sue opere si fondano su processi creativi collettivi come giochi di ruolo, laboratori e lavori di gruppo, ai quali in passato hanno preso parte studenti, atleti, giuristi e attivisti. Il compito di un artista, per Husni-Bey , è quello di creare situazioni ed esperimenti dove i diversi soggetti coinvolti, e di conseguenza gli spettatori, possano comprendere a fondo la propria connessione con i rapporti di potere economici e sociali dell’età contemporanea.

Tra i suoi lavori: Postcards from the Desert Island, 2012: ARD (Land), 2014, After the Finish Line e Agency, 2015. Unica protagonista femminile del Padiglione Italia curato da Cecilia Alemani alla cinquantasettesima Biennale di Venezia, Husny- Bey ha presentato il video The Reading (La seduta).



Fonte: L`arte alternativa di Adelita Husni-Bey

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