L’ascensione di Richard Wright

martedì, 6 ottobre 2015

Non è difficile capire perché Richard Wright, artista  londinese classe 1960, abbia vinto il  prestigioso premio “Turner Prize” (nel 2009). Wright è noto per i suoi lavori site-specific, spesso transitori, in cui pittura ed elementi grafici e tipografici arricchiscono gli spazi architettonici di una quarta dimensione ottica sottile ed estremamente complessa, sovvertendo la dinamica, tradizionalmente statica, tra il dipinto e lo spettatore. Operando direttamente sulle superfici interne degli edifici,—su ampia e minima scala, in spazi sottovalutati o interstiziali, oltre che su muri e soffitti—, l’artista crea dipinti e trame in foglia di metallo la cui vita coincide spesso con la durata della mostra. I dipinti di Wright sono delle strutture ritmiche che traggono origine da oggetti, esperienze, opere d’arte e manufatti. A metà tra illusione e astrazione, le sue opere rivelano il legame con l’arte pura e quella applicata, prendendo spunto dalla Minimal Art, dalla pittura Rinascimentale e dall’Avanguardia russa, De Stijl, l’Espressionismo Astratto e l’Optical Art, ma anche dalla moda, dalle copertine dei dischi, dagli oggetti d’arte commerciali e dalla porcellana. Recentemente Wright ha iniziato a lavorare con il vetro piombato, esplorando le sue qualità di materiale/non-materiale e la sua capacità naturale di catturare la luce e liberarla nello spazio. Novità assoluta è l’uso del vetro colorato. Da pochi giorni alla Galleria Gagosian di Roma si può vedere  come il lavoro dell’artista abbia trasformato  lo spazio del magnate americano.   Richard Wright Galleria Gagosian Via Francesco Crispi 16 Roma Fino al 10 novembre
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