Libreria 121+ era già la libreria più bella di Milano. Ora la riprogetta un artista

sabato, 24 marzo 2018

I progetti della Galleria Corraini, presso la Libreria 121+, offrono una rilettura dello spazio-libreria inteso non solo come contenitore ma anche come forma malleabile, destinata ad accogliere libri, installazioni e opere di design. Nella sede milanese di via Savona 17, la mostra Casa, studio, libreria (fino al 7 aprile), firmata da Giuseppe De Mattia, è, come recita anche il sottotitolo, un omaggio a Bruno Munari e Mimmo Conenna. Punto di partenza, l’Abitacolo di Munari, oggetto già multitasking in epoca non sospetta che aggregava letto, scrivania, contenitori e quanto serve a coltivare un’autonomia operativa sviluppata su più fronti, dal sonno alla veglia.

DAGLI ANNI ’70 AD OGGI

Del progetto originale, prodotto dall’azienda Robots S.p.a., nel 1971, come ricordano i manifesti d’antan che corredano l’intervento, si mantiene l’impianto con scaffalatura in metallo che De Mattia utilizza per incorniciare una branda posizionata direttamente sul pavimento. La struttura, una sorta di aereo baldacchino, ospita appunti, immagini e oggetti d’uso, parafernalia di varie fogge e funzioni forniti per assecondare un luogo destinato al lavoro e al pensiero. All’Abitacolo, rivisitato e rieditato per l’occasione, si associa una specifica tipologia di libro, il manuale, destinato ad accompagnare propositi, idee e manufatti. Il progetto si completa con le opere dello stesso De Mattia, ‘10 lanci di fascia elastica’, ossia semplici perimetri disegnati su carta. Memoria di lanci effettuati con fucile di legno, incluso nell’installazione, fissati in traiettorie nere, a sostituire l’elastico, teso fino allo spasimo e poi caduto inerme a disegnare cerchi e volute inconsapevoli.

La libreria Corraini e il progetto di De Mattia
La libreria Corraini e il progetto di De Mattia

OMAGGIO A MIMMO CONENNA

C’è molta della poetica dell’artista barese, interessato a conservare, archiviare, riclassificare oggetti, consapevolmente selezionati perché in grado di attivare un cortocircuito empatico con la memoria. De Mattia ricorre spesso a materiali poveri, cartone, carta vetrata, inchiostro e olio d’oliva, utilizzati, per esempio, nella serie ‘Oggetti poveri e 7 forme semplici’. Anche in questo caso si tratta di un omaggio, nella fattispecie a Mimmo Conenna, in mostra anche lui con opere provenienti dall’Archivio Corraini. A completamento del variegato intervento, degli inediti della serie Calypsonian, fotografie inquadrate da colorati pendagli che a loro volta riferiscono di scarti e abbandoni e appunti per opere future, gli “Strumenti per disegnare onde sul cemento fresco”. Dichiarato tributo all’eloquenza espressiva delle forchette dai rebbi mutanti, ancora del geniale Munari.

Marilena di Tursi




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