L’impressionismo (con i timbri datari) di Federico Pietrella

mercoledì, 26 aprile 2017




L’italiano Federico Pietrella, che vive a Berlino da parecchi anni, lavora sulle tele non con il pennello  ma con uno di quei timbri che servono a marcare le date sui documenti. L’immagine che  ne risulta, creata con un procedimento che richiama il puntinismo, ha un effetto spiccatamente impressionista. Il suo processo creativo infatti, anche per la tecnica accurata e minuziosa che richiede, è paragonabile a quello dei pittori impressionisti o degli iperrealisti.

Dopo aver  scattato delle fotografie del soggetto, l’artista ne traccia i contorni mediante linee sulla tela, inserisce la data del giorno in corso  sul suo timbro datario  e inizia un lungo e meticoloso processo di riproduzione, ingrandendolo sulla tela. L’elaborazione di un quadro richiede al solito un periodo di tempo che può variare da settimane a mesi, a seconda della complessità del soggetto.

L’evoluzione lenta dell’opera avvolge l’artista e lo trascina in uno stato meditativo, dove il tempo e i giorni trascorsi sono segnati sulla tela dal cambio della data sul timbro: per questo Pietrella  intitola i suoi lavori con le date di inizio e di fine di ogni quadro.

 

RAI ARTE ha incontrato l’artista di origine romana, durante un suo soggiorno nella capitale, dove ha voluto ritornare nelle sale della Galleria Nazione d’Arte Moderna e Contemporanea,  per rivedere alcune opere di Giovanni Segantini e Giacomo Balla, che sono state di forte ispirazione per il suo percorso artistico.



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