L`Orlando Furioso e la arti figurative: storia di un lungo amore

lunedì, 4 luglio 2016




Ricorre  quest’anno il cinquecentenario della pubblicazione dell’ “Orlando Furioso”, uno dei massimi capolavori della letteratura italiana e da subito autentico best seller. Per celebrare la ricorrenza, pochi luoghi potevano essere più adatti della splendida Villa d’Este di Tivoli, famosa per il suo  giardino ed i suoi ambienti affrescati. Fu infatti il Cardinale Ippolito II d’ Este a far costruire e decorare, tra gli anni Sessanta e Settanta del Cinquecento, questa sontuosa dimora. Citato più volte nel “Furioso”, Ippolito II aveva frequentato Ariosto negli anni della giovinezza trascorsa alla corte ferrarese ed era nipote di quell’ Ippolito I cui il poema è dedicato. Va detto che già i contemporanei giudicavano Ariosto un “poeta che colorisce” , capace di dipingere con la penna e l’inchiostro e dunque non  stupisce che il rapporto tra il suo capolavoro e le arti figurative sia stato da subito intenso e fecondo. Questa bella mostra illustra bene come la natura intrinsecamente figurativa dei versi ariosteschi ha permesso al “Furioso” di godere di una vasta fortuna visiva che inizia  con la pubblicazione ed arriva fino ai giorni nostri. Le opere esposte a Villa  d’ Este attingono alle più varie tipologie e e tecniche artistiche: dipinti, sculture, arazzi, ceramiche, incisioni ma anche libri illustrati con le prime tre edizioni del poema. Non manca un prezioso omaggio, con foto e video, alla famosa messinscena che dell’ “Orlando Furioso” fece il grande Luca Ronconi.  Nell’intervista che ci ha concesso, la curatrice Marina Cogotti ci parla non solo di  quest ‘affascinante esposizione ma ci racconta anche un paio di storie molto significative e divertenti legate ad alcuni dei quadri in mostra.

” I voli di Ariosto. L’ Orlando furioso e le arti”

Tivoli, Villa d’ Este

15 Giugno – 30 Ottobre 



Fonte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*