Luigi Ontani e il diletto dell`arte

lunedì, 25 settembre 2017




 

Luigi Ontani è protagonista di molte delle sue opere, nel senso che gli è sempre piaciuto rappresentarsi in vesti altrui. All’inizio degli anni 70’ le “vesti” non erano sempre presenti, come nella serie fotografica I prigioni, gigantografie grandezza naturale, colorate a mano, dove è completamente nudo.

Pioniere italiano non solo per le sue  gigantografie a cui infonde una vena narrativa, ma anche per le sue opere in video e le sue performances, che partono dalla fine degli anni 60.

Nel corso degli anni, Ontani ha interpretato in prima persona tutti gli dei dell’Olimpo, vari santi di provenienza indiana o semplicemente immaginati, immedesimandosi persino in Cristo con una corona di spine.

L’antica divinità di Giano, solitamente raffigurato con due volti perché in grado di vedere il passato e il futuro, è particolarmente cara a Luigi Ontani, il quale ha realizzato numerose versioni di questo dio pagano partendo come sempre dal proprio volto.

 

 

 Luigi Ontani con un busto ispirato da Giano
Courtesy: Galleria Lorcan O’Neill

 

 

Ispiratosi al dio Ermete ha creato le Erme, sculture in ceramica, consistenti in basi a forma di pilastro rettangolare sormontati da un volto che, ovviamente, è modellato dal viso dell’artista,  che cambia caratteristica in ogni erma.

 

 

Non solo i miti, ma anche la storia dell’arte e della letteratura illuminano la vena creativa di Ontani, che si trasforma di volta in volta come un camaleonte, senza avere di quest’ultimo la finalità mimetica, ma ribadendo sempre la propria presenza in un costante riflesso narcisistico.

 

Perché Ontani intende letteralmente “impersonare” l’opera d’arte con la sua immagine nei suoi lavori e persino nella vita. La sua presenza spicca infatti grazie ai suoi abiti sofisticati in foggia orientale e di seta indiana in varianti infinite di colori,  pur vestendo sempre  in monocromia dalla testa ai piedi, comprese le bizzarre calzature.  

 

Spesso anche i titoli inventati per le sue opere e le sue mostre sono elementi di ironia e diletto di per sé: Ontani gioca con l’uso e la composizione delle parole, inventando neologismi, scambiando le minuscole e maiuscole e confondendo le gerarchie.

 

Difatti l’ultima mostra romana, ancora in corso all’Accademia di San Luca  di Roma fino al 25 novembre  (ingresso gratuito) l’ha intitolata SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE’tico

 

Luigi Ontani

SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE’tico

Accademia di San Luca, Roma

Fino al 25 novembre 2017

 



Fonte: Luigi Ontani e il diletto dell`arte

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