“Milano 1949 – 2009. Uno spazio per conoscere la nostra storia” al Museo di Storia Contemporanea di Milano

mercoledì, 20 maggio 2009

Milano 1949 - 2009. Uno spazio per conoscere la nostra storia

L’espressione “cittadino del mondo” equivale sempre più spesso ad “abitante di una città”. Un essere umano su due vive infatti in una città. Più del 53% della popolazione urbana mondiale vive in città con meno di 500.000 abitanti e questo tipo di aggregazione urbana continuerà ad assorbire la maggior parte della popolazione urbana mondiale nel futuro.

Il 22% della popolazione mondiale vive in città che contano da 1 a 5 milioni di abitanti. Le città vanno giocando un ruolo di crescente importanza nella creazione di ricchezza attraendo investimenti e costituendo un ambiente favorevole allo sviluppo sociale. Le trasformazioni di ordine non solo economico e urbanistico, ma di mentalità, comportamenti e cultura che questo processo sta implicando sono enormi e in certa misura non ancora pienamente leggibili e prevedibili nelle loro possibili evoluzioni.

I numerosissimi musei della città presenti in tutto il mondo non possono che essere influenzati grandemente da questi processi e nel corso degli ultimi anni sempre più frequenti sono stati gli incontri tra operatori del settore per discutere del futuro di questa tipologia museale. Anche le Raccolte Storiche del Comune di Milano si sono misurate con questi problemi sia nel rinnovamento degli allestimenti (rifacimento Museo di Milano e Museo del Risorgimento negli anni ’90, realizzazione della Sala Multimediale di quest’ultimo nel 2000) che nei programmi di ricerca e di esposizioni temporanee.

In questo contesto si è andata rafforzando l’idea della necessità di una Casa della Storia a Milano incentrata sulla storia del XX secolo nella nostra città sul modello della Haus der Geschichte di Bonn e similari istituzioni nate negli ultimi tempi in diversi paesi europei. La Casa della Storia non vuole essere un museo in senso stretto: vuole utilizzare il modo di comunicare del museo, vale a dire attraverso l’esposizione di una collezione, e dal museo vuole mutuare l’organizzazione di base, ma prevede un mix composto da esposizione permanente, esposizione temporanea e centro di documentazione.

Lo stile delle esposizioni deve essere di tipo coinvolgente e deve mantenersi aperto a tutti i linguaggi della contemporaneità: Internet e multimedia devono integrarsi con ricostruzioni d’ambiente e scenografie. L’esperienza della visita alla Casa della Storia non deve fornire solo dati, ma anche e soprattutto atmosfere. Infine è da dire come la Casa della Storia non ha un pubblico privilegiato: si rivolge al mondo della scuola così come alla terza età, ai residenti come ai turisti, alle comunità extra europee come ai cittadini dell’Unione operanti a Milano.

Il suo target è costituito da chiunque sia interessato alla storia recente della città oppure sia incuriosito dai modi di raccontare questa storia negli spazi della Casa della Storia. Su queste basi si è sviluppato il progetto per una mostra prototipo che si ponga come momento di studio e sperimentazione per la realizzazione di un progetto più ampio quello della Casa della Storia al quale le Raccolte Storiche stanno lavorando.

La mostra, dal titolo “Milano 1949 – 2009. Uno spazio per conoscere la nostra storia”, vuole affrontare un problema centrale per l’educazione delle nuove generazioni, quello della conoscenza della storia recente del nostro Paese e in particolare della nostra città attraverso quei grandi strumenti di comunicazione e di costruzione dell’identità collettiva di una comunità che sono le esposizioni e i musei. Il focus tematico dell’esposizione sarà la città di Milano. La sua storia nella seconda metà del XX secolo e i suoi problemi di attualità.

Il percorso della mostra sarà articolato in cinque aree tematiche a cui si aggiungerà un percorso di commiato che sarà ambientato nel cortile di Palazzo Morando.
1) I riti di Milano: riti d’elite, riti di massa: la prima della Scala, la Scala del calcio (campionati del mondo, vittorie, i derby), la Fiera Campionaria, i grandi concerti pop, ecc.
2) Milano laboratorio politico: 1950 – 2000: il diario della politica (la ricostruzione, il ’68 e Piazza Fontana, gli anni di piombo, la Milano da bere, tangentopoli).
3) Album di famiglia: minimostra “L’occhio di Milano 1945 – 1977” mostra realizzata alla Rotonda di via Besana nel 1978, riprodotta in formato mini sulle pareti; la città raccontata: narrativa milanese della seconda metà del ventesimo secolo. Testori, Scerbanenco, Dazieri,ecc.. 4) Milano forma urbis: i nuovi confini e i nuovi quartieri (Bicocca, ecc), le nuove università: Bovisa, Iulm, San Raffaele, ecc
5) I milanesi: nuovi progetti, nuovi cittadini; mappe delle comunità straniere, nuovi stili di vita metropolitani. La Milano dell’informazione: le redazioni dei quotidiani milanese, chi forma l’opinione dei milanesi? La città creativa.
6)Commiato – Cortile: geode con ritratti e grafica dei grandi personaggi milanesi.

L’arco cronologico di 60 anni della mostra racchiude una molteplicità di temi e di situazioni che non possono naturalmente essere trattate in modo esaustivo. Del resto la finalità di questa esposizione è proprio quella di sperimentare modalità espositive e comunicative più che svolgere e analizzare in maniera dettagliata tutti i possibili contenuti.

La mostra è aperta dal 11 giugno 2009 al 29 novembre 2009.

Per informazioni consultare il sito dei Musei del Centro di Milano all’indirizzo www.museodistoriacontemporanea.it

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