Milano racconta il Simbolismo

giovedì, 25 febbraio 2016




È uno dei movimenti artistici che più hanno segnato il passaggio dall’ Ottocento al Novecento, determinando un superamento della rappresentazione oggettiva della realtà per approdare ad una visione decisamente più personale, soggettiva. Stiamo parlando del Simbolismo, nato in Francia sul finire del XIX secolo, e che si è manifestato non solo in ambito artistico ma anche letterario e musicale. La poetica simbolista è profondamente antirealistica, guarda ad un modello astratto di compostezza classica e tende a imitare modelli antichi. Per i simbolisti, inoltre, sotto la realtà che abbiamo sotto gli occhi ne esiste un’altra, più segreta e profonda che si manifesta ad esempio nei desideri dell’inconscio o nei sogni. Per restare all’ambito artistico, i pittori simbolisti cercheranno di andare oltre l’impressionismo, rappresentando spesso la natura e cercando una corrispondenza tra mondo oggettivo e sensazioni soggettive. Ora un’importante mostra milanese mette a confronto i simbolisti italiani e quelli stranieri, grazie ad un centinaio di quadri che si aggiungono alle sculture e alle opere grafiche. Noi ci siamo fatti raccontare l’esposizione dal curatore Fernando Mazzocca che non si è limitato a spiegarci la rilevanza  e la bellezza dei quadri esposti, ma ha anche raccontato quanto furono importanti per i simbolisti le poesie di Baudelaire, la musica di Wagner e le teorie di Freud

“Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque ala Grande Guerra”

Palazzo Reale, Milano

3 Febbraio – 5 Giugno



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