Passepartout. Processo all`arte contemporanea su rai 5

mercoledì, 26 ottobre 2016




Nel 2008, l’allora ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, per la prima volta da quando è stato istituito questo ministero, ha posto delle domande circa l’utilità e il senso dell’arte contemporanea in relazione ai costi che richiede.

Di conseguenza è sorto un vivace dibattito al quale Passepartout non ha voluto affatto sottrarsi. Per offrire un suo contributo Philippe Daverio, autore e conduttore del programma, ha scelto di percorrere un viaggio in Trentino Alto Adige, regione che nel corso del 2008 si è proposta come vetrina della produzione artistica del nostro tempo. Il viaggio parte da Rovereto, dal MART, un museo che non delude mai e offre sempre mostre di grande qualità e interesse. Come Eurasia, un’esposizione che ha tratto il titolo da un ciclo di opere di Joseph Beuys e che ospita le opere di cinquanta giovani artisti asiatici ed europei. O come Germania contemporanea, una mostra solo apparentemente più intima, dove si presenta uno scenario inaspettato della nuova arte tedesca, con i piccioni inquietanti di Tim Eitel, le composizioni aldilà della realtà di David Schnell, la materia intensa di Matthias Weischer.

E che dire poi di MUSEION, il museo di Bolzano, la cui inaugurazione nel 2008 ha fatto tanto parlare e scrivere durante l’estate? La mostra Sguardo periferico e corpo collettivo, ha raccolto una serie di icone della contemporaneità con prestiti così importanti da far gridare al miracolo gli addetti ai lavori. Fra tante opere di notevole fattura e interesse, quella che ha creato maggiore curiosità è la rana crocefissa di Martin Kippenberger, giudicata dai più scandalosa e blasfema, tanto da meritare addirittura la pronuncia diretta di papa Benedetto XVI. Più che di provocazione occorrerebbe in questo caso parlare di marketing e di promozione: dietro alle opere di Kippenberger, artista morto recentemente e più noto ora che da vivo, sembrano emergere fortissimi interessi commerciali che vedono come protagoniste le principali gallerie del giro internazionale che conta.

Per stupirsi sul serio è allora meglio continuare il viaggio dirigendosi nell’alta Val Badia, a casa dell’artista Lois Avidalfarei, scultore. Qui tra i prati fioriti emergono sculture di bronzo con corpi che possono essere smontati nei loro arti fino a diventare singole espressioni autonome. È la dimostrazione dell’esistenza di altre culture, che si nascondono tra i monti sperduti, al di fuori del sistema dell’arte internazionale.

L’arte quindi può ancora stupire senza dover per forza provocare o sollecitare gli interessi del gallerista più “in” del momento. E per conquistarsi spazi sorprendenti di creatività non ha bisogno della grancassa di eventi gonfiatissimi in tutti i sensi, costi compresi.
 



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