Poesia e Arte. Vincent Piazza legge "Ercole" di Gabriele Tinti

venerdì, 29 aprile 2016




Gabriele Tinti è un poeta e scrittore italiano che ha scritto poesie ispirandosi  ad alcuni capolavori dell’arte antica come Il pugile a riposo conservato al Museo Nazionale Romano, Il Galata suicida al Palazzo Altemps, il Victorious Youth al Getty Museum di Los Angeles.

Anche la rappresentazione dell’eroe semidio della mitologia greca Ercole ha ispirato Gabriele Tinti, che gli ha dato voce attraverso la lamentazione del figlio Illo nel momento cruciale in cui l’eroe si è trovato di fronte alla morte con la poesia “Eracle” (Poesia completa qui di seguito) e il giovane scrittore ha coinvolto l’attore americano Vincent Piazza nell’interpretazione della poesia ad alta voce al Metropolitan di New York. Le prime apparizioni cinematografiche di Vincent Piazza avvengono nel 2006 dove entra a far parte del cast di diverse serie televisive importanti come I Soprano, Rescue Me e Law & Order. Tuttavia Piazza è noto soprattutto per aver interpretato il ruolo di Lucky Luciano nella serie televisiva della HBO Boardwalk Empire e per essere stato uno dei protagonisti del film Jersey Boys di Clint Eastwood.

Le  poesie di Gabriele Tinti sono state interpretate in più occasioni nei musei che ospitando i capolavori antichi, da attori come Robert Davi, Michael Imperioli, Franco Nero, Burt Young, Alessandro Haber, Silvia Calderoni (Motus) e Joe Mantegna. 

I  suoi libri di poesia  sono conservati nei maggiori centri di ricerca della poesia internazionale come la Poets House di NYC, il Poetry Center di Tucson, la Poetry Foundation di Chicago, la Poetry Collection di Buffalo e la Poetry Library del South Bank Centre a Londra.

 

Ercole di Gabriele Tinti

I

Raccontavi di quando vedesti

uno dopo l’altro i tuoi avversari

tingersi di sangue

 

di quando sentisti

il respiro del leone

soffocare nella tua morsa

 

di quando lasciasti questa terra

per scendere di là

oltre il fiume

 

tutto questo finirà

passerà passeremo

tu non combatterai più così

ed io smetterò

di essere perseguitato

 

per ogni cosa

c’è la sua ora

il suo approdo

 

andremo andrai

ritornerai verso casa

e sarai solo

quando verrà il momento

 

e noi canteremo in silenzio

così da dimenticare

quell’infinita stanchezza

le troppe fatiche

quest’ultima

fatale caduta.

 

II

 

cade il sole

fuggono via tutti

i boschi s’illuminano

il cielo attende le tue grida

per saziarsi del loro eco

si spacca la terra

freme è arsa

un vento nuovo corre veloce

a bagnare di sangue la sera

nessuna voce s’alza

non c’è più ombra

attorno al tuo corpo

ogni cosa

prega raccolta

il tuo ritorno.

 

III

 

e sarà festa

altri fuochi

verranno accesi

altri sacrifici

compiuti

altre notti

fisseranno le stelle

e sembrerà quasi

di sentire ancora

il rimbombo del tuono

di vedere il fiume Dira

precipitare impetuoso a valle

di commuoversi nello stupore

di non aver trovato ossa alcuna

tra le tue ceneri.



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