Sacri Monti e altre storie – Architettura come racconto

sabato, 3 ottobre 2015

A cura di Claudia Tinazzi

Da quando – attorno al 1600 – la Terra Santa non poté più essere visitata dai pellegrini l’Ordine dei Francescani, tradizionali custodi del Santo Sepolcro, intraprese una delle più straordinarie opere di disegno territoriale, conosciuta con il nome di Sacri Monti.

A Varese, Varallo, Ossuccio, Oropa ma anche in Polonia, Spagna, Brasile fino in Etiopia, i Sacri Monti, come archetipo di percorso sacro, hanno creato uno straordinario teatro artificiale reso vivo oggi oltre che dalla devozione dal forte radicamento identitario delle popolazioni del luogo. In questa sequenza di architetture, percorso e racconto, memoria e paesaggio si fondono in un unico progetto totale e diventano il pretesto per raccontare storie parallele dove l’idea di pellegrinaggio e di narrazione definiscono con arte, scultura e architettura luoghi sorprendenti in equilibrio tra natura e artificio.

La mostra propone una lettura del tema capace di restituire l’idea originale sottesa a queste strutture religiose distribuite all’interno del paesaggio ma al tempo stesso permette un confronto mondiale, una visione atemporale, ageografica necessaria a verificare la possibilità di prescindere dalla stretta relazione con la religione.

Così le vie dei pellegrini alla scala territoriale, dalla Via Francigena che attraversa l’Europa verso Roma alla Ruta del Peregrino in Messico teatro di una recente sperimentazione architettonica o all’estremo opposto, alla scala scultorea, le Via Crucis come tema affrontato da molti tra i maggiori artisti del Novecento, allargano il principio compositivo dei Sacri Monti a quei luoghi che ripropongono la medesima spinta ideale alla grande e alla piccola scala.

 

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Triennale di Milano – in Corso.

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