Un grande cast

mercoledì, 27 luglio 2016




Marinella Senatore, NUI SIMU, 2010

Fa parte della mostra “Par tibi, Roma, nihil”, presente al Foro Romano e Palatino, il video d’artista “NUI SIMU”  di Marinella Senatore nata a Cava dei Tirreni, provincia di Napoli nel  1977

Da sempre interessata a pratiche artistiche che coinvolgano le grandi masse, Marinella Senatore nel suo video “NUI SIMU”, inscena un annuncio per il casting di un film, diffuso in tutta la città siciliana di Enna, che si trasforma esso stesso in film.  L’artista ha coinvolto l’intera città di Enna e ogni cittadino ha avuto in qualche modo un suo ruolo.

Al casting hanno partecipato 30 minatori nelle cave di zolfo siciliane, uomini segnati da quel lavoro in miniera che non hanno avuto il tempo di studiare,  il che li ha resi   incapaci di parlare qualsiasi lingua al di fuori del proprio dialetto. L’umiliazione che quel lavoro ha portato con sé è l’impossibilità di emancipazione, segno di un mestiere che pesa come un macigno sulle spalle di quei trenta uomini. L’eleganza con cui quegli uomini vengono ripresi dalla telecamera, il loro sembrare quasi delle sculture greche, gli restituisce in qualche modo quella dignità che il lavoro in miniera gli aveva sottratto.

Anche la parola chiave che la curatrice Raffella Frascarelli ha voluto legare a questo lavoro video, “dialetti non lingue”, rivaluta il pensiero comune sulla gerarchia tra lingua e dialetto. Questo lavoro vuol  restituire ai dialetti la loro dignità di elementi del patrimonio immateriale e orale di una cultura, che è necessario proteggere e preservare dall’estinzione, come sancito anche dall’UNESCO, che ha evidenziato che più di metà dei 6000 dialetti parlati nel mondo sarebbero a rischio di sparizione.

 

“Par tibi, Roma, nihil” (“Nulla come te Roma”) è l’esclamazione di meraviglia di Ildebrando de Lavardin dinanzi alle rovine della Roma tardo antica. Oggi, questa esclamazione da’ il titolo alla mostra ideata da Monique Veaute, ospitata fino al 18 settembre 2016 all’interno della Domus Severiana, dello Stadio Palatino e del peristilio inferiore della Domus Augustana, luoghi dei Fori Imperiali che riaprono al pubblico dopo lungo tempo. Anche grazie al sostegno di Romaeuropa Festival e della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, le opere della collezione Nomas Foundation costruiscono un percorso che apre il dialogo tra archeologia e arte contemporanea.



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