Un luogo qualunque secondo Laura Federici

giovedì, 2 marzo 2017




In un mondo dove siamo tutti di passaggio ogni opera dell’artista Laura Federici si sofferma  su un momento qualunque in un posto ovunque.  Ama riprendere i non-eventi casuali e in seguito individua il fotogramma di un attimo che trova intrigante, lo stampa su tela, e ne fa la sua versione aggiungendo sfumature, ombre e colori a sua scelta.  

RAI ARTE vi propone un video-ritratto dell’artista nata a Rieti, che vive e lavora a Roma,  e qua di seguito una  sua poesia che illustra quali siano i suoi principali fonti d’ispirazione

 

Un luogo qualunque

di Laura Federici

dei paesi mi interessano i luoghi qualunque

quelli in cui ci si perde

i posti in cui si aspetta prima di iniziare un viaggio

in cui il tempo è sospeso e non sta accadendo nessun particolare evento

spazi in transito

mettersi su un bus un tram

e lasciar scorrere quello che passa dal finestrino

sedersi in un angolo lungo la strada

e farsi scorrere il tempo

dimenticare dove e quando

 

mi piacciono i luoghi di passaggio

quelli in cui non si arriva mai

 

dove nessuno guarda nessuno

ognuno sospeso dentro di se

tra i suoi pensieri

i momenti intimi

e il viaggio, lo spostamento ne è denso

 

odio la macchina fotografica

non sopporto l’idea di scegliere l’oggetto

il tema

e allora giro con una piccola telecamera

e la lascio scorrere sulle cose senza guardarci dentro

come un compagno di viaggio

due occhi in più

la lascio aperta a fianco e lascio che il suo sguardo si posi

poi

torno con il ricordo nei luoghi

il sapore che mi hanno lasciato

guardo le immagini

trovo dei frammenti dell’atmosfera che ricordo

seleziono dei fotogrammi

li ricompongo a creare l’ immagine che inseguo col pensiero

quella di un luogo che non c’è

ma racconta il sentimento che quello spazio ha lasciato in me

roma

la tangenziale

ne bella ne brutta

per me è la prima immagine di questa città

avevo 10anni e venivo dalla provincia

roma l’avevo conosciuta dalla televisione dalla pubblicità dell’amaro…dove una cinquecento bianca girava intorno al colosseo e da una gita di quarta elementare dove avevamo visitato i fori e la fantastica macchia bianca dell’altare della patria…

e un giorno,

al ritorno delle vacanze,

vengo a trovare gli amichetti del mare

e il viaggio in auto verso la loro casa ci porta su questo nastro di ferro, la lunga griglia continua del parapetto grigio forato

ci accompagna nel volo sulla città

io

gli occhi di fuori

non parlo d’altro

e di quanto fosse orribile

e di come poteva esistere un luogo cosi

eppure non ricordo altre immagini di quei giorni

solo quella

quando ci sono tornata da studente fuori sede è qui che ho cercato la mia stanza

la sera ho aspettato il tram dotto questo tetto

incantata

e quando ho cercato un immagine che raccontasse roma è questa la prima che ho scelto

 

 



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